I natanti possono navigare all’estero? Ecco cosa dice la normativa

Per molti appassionati della nautica da diporto estate vuol dire sostanzialmente sentirsi liberi di trascorrere giornate intere con parenti ed amici viaggiando da una meta ad un’altra senza pensieri.
Spesso però accade che, quasi senza accorgersene, nelle regioni che confinano con la nostra stupenda penisola, si rischia di “scavalcare” il confine entrando, di fatto, nelle acque appartenenti ad un altro Stato.

È il caso, ad esempio, delle vacanze in Croazia, meta preferita da tantissimi italiani e che ha da poco aderito al trattato di Schengen.

Sentiamo quindi il dovere di fare un po’ di chiarezza sul tema della navigazione dei natanti all’estero trattando in questo articolo l’annoso tema della normativa italiana ed internazionale.

Vorresti cambiare il nome alla tua barca? Scopri come fare cliccando qui

Premessa: cos’è un natante e quali sono gli obblighi di navigazione

Secondo il codice italiano della nautica da diporto (D.Lgs N. 171/2005), un natante è “ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri […] con esclusione delle moto d’acqua” (art. 3). I natanti, a differenza delle imbarcazioni, non hanno l’obbligo d’iscrizione nel Registri delle Imbarcazioni da Diporto che gli permette di evitare la revisione periodica delle dotazioni di sicurezza e dell’idoneità alla navigazione.

Anche se una barca (o gommone che sia) di una lunghezza inferiore a 10 metri può essere sufficientemente confortevole e sicura per una navigazione in mare aperto, la disciplina impone che non ci si spinga oltre le 12 miglia dalla costa.

Cosa succede quindi nei territori di confine dove a meno di tale delimitazione si trova un territorio appartenente ad un altro stato?

Cosa prevede la Convenzione di Montego Bay rispetto alla normativa italiana

Più di 40 anni fa fu siglato tra gli stati l’accordo internazionale che regola i diritti del mare, più comunemente conosciuto come la Convenzione di Montego Bay. Questo accordo in buona sostanza garantisce libertà di navigazione in mare aperto (e quindi anche oltre le acque territoriali) a tutte le navi battenti bandiera di qualsiasi stato. A fronte di questa libertà. Le navi che si avventurano oltre i confini nazionali sono essenzialmente sottoposte alla giurisdizione esclusiva dello Stato di cui battono bandiera (ad esempio una nave battente bandiera italiana sarà disciplinata dal codice italiano pur trovandosi in acque territorialmente appartenenti ad altri stati).

Il contrasto con la normativa italiana è proprio nella distinzione tra natante e imbarcazione: per poter battere bandiera, infatti, è necessario che vi sia un regime effettivo tra Stato e barca, sottoposto alla relativa documentazione. I natanti, infatti, sono privi di questa documentazione, visto che licenza, in Italia, è obbligatoria solo per imbarcazioni e navi.

Quindi, in definitiva, la navigazione di un natante al di fuori delle acque italiane costituisce una vera e propria violazione della Convenzione di Montegobay ed espone la nave e tutto l’equipaggio al rischio di essere soggetto alla sovranità di unità navali militari di qualsiasi nazionalità che si trovino a constatare tale violazione.

In altre parole, la navigazione per i natanti in acque internazionali è consentita senza necessità di autorizzazione (salvo per le dichiarazioni doganali se si naviga fuori dall’UE), venendo però sottoposte alle normative dello Stato in cui si trovano a navigare.

Quali sono le conseguenze per i natanti che navigano in acque internazionali?

Se si viene scoperti a navigare oltre le 12 miglia dalla costa, le sanzioni amministrative previste dal Codice della nautica da diporto italiano sono principalmente pecuniarie (e quindi di natura monetaria), ma possono prevedere, nel caso in cui si viene trovati ad esempio senza adeguata copertura amministrativa, il sequestro del natante.

Per gli altri paesi, invece, le conseguenze dipendono dalla normativa nazionale a seconda dello Stato in cui ci si trova. Anche a livello europeo non c’è armonizzazione e i requisiti di lunghezza dei natanti e la distanza a cui possono spingersi dalla costa cambiano da paese a paese, diventa difficile restare comunque aggiornati.

Sei cuorioso di scoprire i prossimi eventi in Italia per la nautica da diporto? Clicca qui